Rispetto della natura con il metodo biologico

La nostra scelta di iniziare il percorso verso la coltivazione utilizzando il metodo biologico è stata del tutto naturale ed è nata dalla voglia sempre maggiore di salvaguardare la salubrità delle uve e l’ambiente dove viviamo, mettendo In pratica quello che è il rispetto della natura.

Dalla vendemmia 2019 abbiamo ottenuto la certificazione biologica ICEA per il vigneto e per la cantina.
Lavorare con il metodo biologico significa sfruttare la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi limitati, promuovere la biodiversità del nostro ambiente ed in pratica questo significa bandire fitofarmaci chimici di sintesi, erbicidi, fungicidi, insetticidi ed anche nei nostri vini, abbiamo scelto di diminuire drasticamente l’utilizzo di solforosa.

Parte tutto dalla terra

Il nostro obbiettivo per il futuro è quello di riportare la terra al centro del processo produttivo e di orientarci verso quelle che sono le basi della cultura biodinamica, ma come tutte le cose nuove, vogliamo affrontarle con studio, ricerca e consapevolezza.
L’importanza che il terreno ricopre nell’eco sistema in cui si trova al fine della buona qualità di un vino è fondamentale tanto che sui nostri terreni così diversi tra loro in base alla loro posizione geografica, negli anni sono stati sottoposti a controlli e studi per capire come lavorarli al meglio in base alle loro caratteristiche geologiche;

Tre poderi, tre terreni cosi vicini eppur cosi diversi

Il podere in pianura, dove nascono i nostri Sorbara

Il podere di Sozzigalli è certamente quello più storico della nostra azienda, a nord di Modena nel cuore della denominazione del Lambrusco di Sorbara; i vigneti di circa 30 anni subiscono l’ influenza del vicino fiume Secchia che dà caratteristiche prevalentemente sabbiose ed argillose al terreno stesso donando poi al vino la tipica acidità che lo contraddistingue.

Il podere in collina, dove nascono i nostri Grasparossa e i vini dei colli Bolognesi

Il Podere di circa 10 ettari della Torre dei Nanni unisce due aree produttive, quella di Modena e quella di Bologna dove troviamo un terreno prevalentemente argilloso e ricco di limo, caratteristiche che danno corpo e struttura ai vini prodotti in questa area.

IL podere ‘Le Ghiarelle’ custode di un vigneto centenario

Il Podere ‘Le Ghiarelle’ è stato l’ultimo acquisito dei nostri tre e qui abbiamo scoperto quasi per caso questo vigneto unico in zona per essere a piede franco; il terreno di questo vigneto è prevalentemente ghiaioso in quanto si trova nel letto del fiume Panaro, motivo per cui il vigneto ha resistito alla filossera che ad inizio secolo scorso ha distrutto la maggior parte dei vigneti in Europa; studi e analisi sono state fatte in questi anni in collaborazione con L’Università di Bologna proprio per l’unicità del vigneto nel nostro territorio;
0